Siamo davvero più belli allo specchio rispetto alle foto? Scopriamolo insieme

Ogni fotografo che si rispetti, almeno una volta nella vita, si è sentito porre questa domanda: ma se mi piaccio allo specchio, perché in foto mi sembra di non venire bene?

La risposta a questo quesito è più semplice di quanto si pensi e, anche in questo caso, la luce gioca un ruolo fondamentale. Insieme ad essa, però entrano in gioco moltissimi altri fattori, tra cui l’abitudine a vedere la nostra immagine riflessa, più self-confidence rispetto all’obiettivo della macchina fotografica e il fatto di vederci sempre nello stesso modo, magari riflessi sempre nello stesso specchio.

Vediamoli insieme nel dettaglio.




La nostra immagine riflessa nello specchio è diversa da quella che vediamo impressa in una fotografia?


La risposta è chiaramente sì. In primis, la macchina fotografica, grazie alle lenti e all’ ampiezza focale, ci mostra cose che lo specchio non è in grado di vedere. Tutto questo va al di là del profilo migliore o cose simili, ma quando siamo dinanzi ad uno specchio vediamo un’immagine leggermente diversa da quella che è la realtà. È qui che entra in gioco la luce, dato che nella maggior parte dei casi, l’ambiente in cui lo specchio è posizionato è poco illuminato, o al contrario è invaso da luci artificiali. I piccoli dettagli, che la macchina fotografica è in grado di catturare, vengono qui nascosti o filtrati dalla luce, ecco perché molto spesso il nostro volto ci piace di più se riflesso in uno specchio.

L’illuminazione gioca un ruolo fondamentale per l’immagine, dato che ne influenza i colori, le ombre sul viso, e così via. Se ci guardiamo semplicemente allo specchio, anche se la stanza ci sembra più che illuminata, tutto questo gioco di luci e ombre ci regala un’immagine poco reale di noi stessi. Solo la macchina fotografica, nella maggior parte dei casi, divora letteralmente la luce per offrirci una rappresentazione nitida e veritiera.



Cosa c’entra la Self-Confidence?


Per comprendere bene quale ruolo giochi la self-confidence all’interno di una fotografia, in particolare di un ritratto, mi piace prendere come esempio una vecchia pubblicità di un noto marchio di saponi. Non staremo qui a citarlo, ma ci basta ricordare che in quel caso si mostravano giovani donne che nascondevano il proprio volte dinanzi ad un obiettivo, per la convinzione errata di non essere abbastanza belle. Questo accade sia con le donne che con gli uomini, non sentirsi cioè abbastanza belli o fotogenici per posare. La convinzione di non venire bene in foto si traduce nella poca naturalezza e nell’imbarazzo nel vedersi puntati davanti al volto una macchina fotografica. Questo ostacolo non compare, magari, quando siamo dinanzi ad uno specchio, dove magari ci sentiamo protetti e lontani dagli sguardi altrui.

Questo può accadere anche ad una sposa, in particolar modo perché non è abituata a vedersi così agghindata, dunque potrebbe accadere che non riconosca se stessa nelle foto, perché abituata a vedersi in tutt’altro modo.

Come fotografo, personalmente, preferisco mettere a proprio agio chiunque venga ritratto dalle mie macchine. Con sguardo attento e affabile, cerco di comprendere il carattere di ogni cliente, per entrare in sintonia e ridurre l’effetto di imbarazzo che può causare l’obiettivo. Allo specchio, naturalmente, siamo solo noi di fronte alla nostra immagine riflessa; dunque, ci mostriamo sicuri di noi e della nostra immagine. È proprio questo che cerci di fare quotidianamente, ritrarre persone, sposi e non solo, come fossero dinanzi ad uno specchio, nella loro intimità.

Sapendo questo, come sarà, d’ora in poi, il tuo rapporto con l’obiettivo?



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